Fatturazione Mensile Telefonia

Operatore per operatore le modalità di recesso, cosa cambia con la fatturazione mensile e cosa succede con i dispositivi a rate. L’aumento c’è per tutti, ma Wind Tre che sta prendendo tempo potrebbe essere la sorpresa.

 

fatturazione mensile

 

Fine Fatturazione 4 Settimane!

La legge n. 172/17 del 4 dicembre 2017 ha messo fine alla fatturazione delle offerte di telefonia fissa e mobile ogni 4 settimane, ogni 30 giorni o ogni settimane. A partire dal 5 aprile 2018 ogni offerta dovrà rinnovarsi con cadenza mensile e gli operatori stanno comunicando in questi giorni ai loro abbonati come cambierà la fatturazione, come cambieranno le condizioni contrattuali e soprattutto come fare nel caso in cui un consumatore non dovesse accettare le condizioni proposte dall’operatore.

Una ipotesi questa tutt’altro da scartare: in tutti i casi (quasi, Wind Tre sta prendendo tempo per decidere) ci sarà un aumento dell’8.6% in fattura e gli utenti potranno esercitare il diritto di recesso entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione da parte dell’operatore delle modalità di ritorno alla fatturazione mensile.

Purtroppo non tutti gli operatori si comporteranno allo stesso modo, e anche per il recesso non è facile capire come cambiare operatore mantenendo il proprio numero e avere la certezza di non pagare alcuna penale. Proprio per questo motivo abbiamo deciso, operatore per operatore, di vedere nel dettaglio i tre punti caldi: cosa cambia con la fatturazione mensile, come esercitare il recesso senza pagare penali e cosa succede alle eventuali rate residue dei dispositivi.

 

PUNTI FONDAMENTALI

La delibera AGCOM sul ritorno alla fatturazione mensile nel settore TLC e pay-TV sembrava piuttosto chiara, ma gli operatori pare che la stiano recependo in modo creativo.

Intanto il Garante avrebbe acceso i riflettori sulla transizione a causa di una serie di criticità emerse in queste settimane:

  • il primo punto riguarda il diritto di recesso. Dato che a tutti gli effetti verrà applicato un aumento dell’8,6% sul canone, sebbene il computo annuale rimanga invariato, si parla di “modifica delle condizioni contrattuali” con tutto ciò che ne consegue. Non solo l’azzeramento di penali ma anche, come puntualizza la legge 124 del 2017, la possibilità di recedere nella stessa modalità in cui è stata effettuata l’attivazione. Pare che molti operatori si siano “dimenticati” di prevedere la disdetta in negozio.
  • In secondo luogo, secondo le delibere 495 e 496 del Garante gli operatori avrebbero dovuto comunicare il ritorno alla fatturazione mensile – due mesi prima della transizione – e gli eventuali aumenti dei canoni in due comunicazioni distinte.
  • Infine c’è il problema della tempistica, ben definita all’articolo 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni. I clienti dovrebbero avere 30 giorni di tempo per recedere dalle offerte, a partire dalla prima comunicazione che ne annuncia la variazione. Ebbene, secondo il Garante alcuni operatori si starebbero preparando a consentire il recesso senza penali a partire dall’entrata in vigore della variazione e non prima.

 

OPERATORI TELEFONIA

 

  •  FASTWEB

Fastweb ha annunciato da pochi giorni le modalità con cui tornerà alla fatturazione mensile. Per tutti i clienti con un’offerta fissa o mobile in abbonamento il ritorno alla fatturazione mensile avverrà a partire dal 5 aprile: i clienti riceveranno il conto Fastweb via mail il primo giorno di ogni mese. Per i clienti ricaricabili invece a partire dal 26 marzo 2018 tutti i rinnovi saranno mensili.

Come cambia l’offerta telefonia

Fastweb ci tiene a precisare che “questa variazione non comporterà nessun aggravio di costo per l’utente” in quanto si mantiene la spesa annuale, ma dimentica che quando c’era la fatturazione mensile l’utente non pagava quell’8.6% in più che invece deve corrispondere da un po’ di mesi a questa parte. La maggiorazione era già stata applicata, e la modifica non fa altro che cristallizzarla. Inoltre Fastweb non adeguerà le soglie, come Vodafone: se la variazione non comporterà nessun aggravio di costo per l’utente comporterà una riduzione dei minuti, degli SMS e dei GB sfruttabili sull’arco dell’intero anno.

Come esercitare il recesso

Fastweb offre la possibilità di recesso in tempi differenti per i clienti di linea fissa e per i clienti di ricaricabili. I clienti di un’offerta fissa o mobile in abbonamento dovranno inviare la comunicazione di recesso a partire dal 6 marzo e fino al 5 aprile 2018, mentre i clienti di un’offerta mobile ricaricabile dovranno inviarla a partire dal 26 febbraio e fino al 5 aprile 2018.

La comunicazione di recesso dovrà avere come causale “modifica delle condizioni contrattuali” e andrà inoltrata insieme alla copia del documento di identità o via raccomandata A/R a Fastweb SpA, Casella Postale 126 – 20092 Cinisello Balsamo (MI), o tramite PEC all’indirizzo fwgestionedisattivazioni@pec.fastweb.it deve comunicare, mentre effettua la portabilità, la stessa causale altrimenti pagherà le penali e anche gli sconti fruiti. 

I dispositivi a rate

Gli utenti che hanno un dispositivo a rate saranno contattati da Fastweb dopo aver effettuato o il recesso o la portabilità: potranno così concordare con l’operatore come gestire le eventuali rate residue e se pagare tutto in un’unica soluzione o a rate.

 

  • VODAFONE

Vodafone sta comunicando tramite SMS in questi giorni ai suoi clienti il ritorno alla fatturazione mensile a partire dalla prima fattura emessa dopo il 5 aprile 2018 per i clienti abbonamento e rete fissa e a partire dal 25 marzo 2018 per i clienti ricaricabili.

Come cambia l’offerta telefonia

La spesa complessiva annuale non cambia: il numero di fatture si riduce da 13 a 12 e di conseguenza l’importo mensile aumenterà dell’8,6%.

Vodafone non aumenterà proporzionalmente le soglie di consumo: l’utente quindi pagherà ogni anno quanto paga adesso, ma se ora aveva le soglie rinnovate per 13 volte all’anno le stesse soglie saranno ora rinnovate solo 12 volte. Se si guarda all’anno si pagherà quindi uguale per avere meno.

Attenzione al recesso

I clienti Vodafone stanno ricevendo in questi giorni un SMS che li avvisa del cambio di tariffazione e offre la possibilità di effettuare il recesso senza penali entro 30 giorni. Il recesso va effettuato specificando come causale “modifica delle condizioni contrattuali” e può essere esercitato gratuitamente su variazioni.vodafone.it o inviando una raccomandata A/R a Servizio Clienti Vodafone, casella postale 190 – 10015 Ivrea (TO). Funziona anche la PEC e l’indirizzo è vodafoneomnitel@pocert.vodafone.it.

Attenzione però: Vodafone ci informa che nel caso di decisione di passare ad un altro operatore con la number portability, quindi volendo mantenere il proprio numero, è necessario chiedere a Vodafone il recesso prima e poi “contestualmente” recarsi dal nuovo operatore e sottoscrivere la nuova offerta. Una operazione che ci pare un po’ macchinosa: meglio contattare il servizio clienti per capire bene, caso per caso, come comportarsi. Nel caso in cui si decisa di passare ad un altro operatore senza aver chiesto il recesso con la giusta causale Vodafone potrebbe addebitare la penale.

I dispositivi a rate

Vodafone è molto chiara su questo: “I clienti che decidono di recedere e hanno un’offerta che include telefono, tablet, Mobile Wi-Fi, Vodafone TV o prevede un contributo di attivazione a rate continueranno a pagare le eventuali rate residue, addebitate con la stessa cadenza e con lo stesso metodo di pagamento che hanno scelto”.

 

  • TIM

Tim ha creato una pagina dedicata ai suoi clienti dove spiega le modalità di ritorno alla fatturazione mensile. Per i clienti residenziali a partire dal 1 aprile i canoni di abbonamento saranno calcolati su base mensile e bollette saranno emesse ogni mese anziché ogni 56 giorni. Per i clienti mobile la fatturazione tornerà mensile a partire dal primo rinnovo utile dopo il 5 marzo.

Come cambia l’offerta telefonia

La spesa annuale non cambia e il numero di fatture si riduce da 13 a 12. Come TIM stessa spiega “il prezzo di listino di tutte le offerte risulterà aumentato dell’8,6%”.

TIM tuttavia, almeno per i clienti dotato di offerte con soglie a consumo (quindi non le offerte di connettività domestiche ma quelle telefoniche) aumenterà anche le soglie. Un’offerta che ad esempio include 500 minuti di traffico voce e 2GB ogni 28 giorni passerà ad avere inclusi 543 minuti e 2,2 GB al mese.

Come esercitare il recesso

Le modalità di recesso per TIM sono differenti se si tratta di linea residenziale o abbonamento / ricaricabile per smartphone. Nel primo caso, in perfetto stile preistoria digitale, è necessario inviare una comunicazione scritta alla Casella Postale 111 00054 Fiumicino (Roma) o via fax al numero 800.000.187. Il recesso può essere esercitato entro il 31 marzo 2018.

Nel secondo caso, ovvero telefonia mobile, TIM è decisamente chiara: l’utente ha la facoltà di recedere senza penali né costi di disattivazione entro il 4 marzo 2018 anche tramite passaggio con portabilità ad altro gestore. Quindi può semplicemente recarsi in un negozio, effettuare la number portabilità e recedere da TIM senza penali. Per esercitare il diritto di recesso dal contratto, cosa che comporta la cessazione della linea e quindi la perdita del numero telefonico, è previsto un modulo da compilare online. 

I dispositivi a rate

Nel caso di dispositivo acquistato a rate oppure nel caso ci sia attiva un’offerta con una promozione legata alla permanenza del numero in TIM l’utente può scegliere se mantenere attiva la rateizzazione del prodotto oppure se pagare le rate residue in un’unica soluzione.

 

  • WIND TRE

Wind Tre prende tempo, o meglio, ha annunciato che tornerà alla fatturazione mensile per tutte le offerte mobile e fisse, deve farlo per legge, ma non ha ancora annunciato le modalità. In ogni caso per gli utenti Wind residenziali (Infostrada) la transizione avverrà a partire dal 5 aprile, mentre per le offerte prepagate la data è fissata per il 4 aprile. Tre Italia invece fissa come data di passaggio la prima utile dopo il 24 marzo.

Come cambia l’offerta telefonia

Ad oggi per l’utente non cambia nulla: chi paga 10 euro ogni 28 giorni pagherà 10 euro ogni mese. Questa è una grande novità, perché vuol dire che Wind Tre tornerà alla vecchia tariffazione e quindi non ci sarà alcun aumento.

L’azienda sta prendendo tempo per decidere cosa fare e ad oggi non è stata presa una posizione sull’aumento. Gli utenti sono solo stati informati del cambio di fatturazione e salvo ulteriori comunicazioni la situazione sarà esattamente quella sopra descritta.

Wind Tre si riserva comunque di inviare comunicazioni nelle prossime settimane per una eventuale rimodulazione delle offerte, che potrebbero a questo punto essere indirizzate a tutti o solo ad alcuni utenti. Non lo sappiamo. Se da una parte si può dire che con questa incertezza l’azienda non è troppo trasparente, dall’altra crediamo che il gestore stia facendo i suoi calcoli: se fosse l’unico gestore italiano a non applicare una maggiorazione ne uscirebbe benissimo da questa faccenda. Qualcuno, calcolatore alla mano, sta cercando di capire se la cosa è gestibile finanziariamente. Ad oggi, riassumendo, cambia solo la fatturazione ma la cifra che l’utente pagherà è esattamente quella. All’anno, quindi, paga di meno di oggi con i 28 giorni e torna a pagare quanto pagava in principio. Sotto quest’ottica anche l’eventuale recesso viene meno, perché non cambiano affatto le condizioni contrattuali.

 

CONLUSIONE:

A questo punto non resta che attendere la reazione dell’AGCOM. Qualcuno vorrebbe puntare sul dialogo, altri sulla diffida. Insomma, se gli operatori correggessero in corsa le loro comunicazioni la questione potrebbe chiudersi senza impicci. I consumatori probabilmente si augurano altro, ma ciò che si augurano ormai non sembra avere più peso.